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Intervista al segretario della JCC (Gioventù Comunista Cilena) Camilo Sànchez Pizaro

Intervista a cura del compagno Giovanni Scionti che ringraziamo sentitamente, assieme a Labaro TV che ha pubblicato ed editato il video.

Qui la traduzione in Italiano:

Buon pomeriggio compagno Camilo Sànchez Pizaro, siamo qui alla Jota, ho l’onore di essere qui alla JOTA sede storica dove militarono attivamente diversi comunisti della storia come Pablo Neruda, Victor Jara, Violetta Parra e ora siamo qui con la presenza del presidente della gioventù comunista del Chile Camilo Sanchez.

Come stai?

Bene, come prima cosa è un grande piacere stare qui con te, di averti qui e di poter inviare i saluti ai compagni e alle compagne del Partito Comunista Italiano e parlare anche di cosa rappresenti la nostra storia, di come siamo orgogliosi di essa e ovviamente anche di come stabilire un rapporto nella esperienza di altri popoli e altri paesi.

Perfetto, qui abbiamo una camicia. Ci puoi parlare della storia di questa camicia?

Questa è la camicia amaranto, è la camicia che viene inaugurata nel periodo precedente a la Unidad Popular che fu il periodo nel quale governava Salvador Allende, è una camicia che è l’abbigliamento ufficiale che usava la Gioventù Comunista del Cile. Il colore è il colore della nostra gioventù è il colore amaranto che è il colore che abbiamo preso come rappresentazione della nostra identità. In concreto è qualcosa che è perdurato nella nostra storia e viene introdotta per la prima volta nel periodo in cui Gladys Marìn conduce la Gioventù Comunista, lei era una grande combattente nel nostro paese. E cosi ha contraddistinto diverse generazioni indossandola, pertanto per noi, usare il nostro abito nelle nostre attività, nelle nostre marce e anche dire al resto del nostro popolo che non solo siamo presenti ma anche che abbiamo un passato del quale siamo orgogliosi e dove molte persone, molte generazioni riconoscono la camicia amaranto e la esistenza della Gioventù Comunista del Cile.

Bene, prima parlavamo di Victor Jara e di Violeta Parra, questo quadro come rappresenta questo tipo di musica, della musica Cilena e come Violeta Parra, Victor Jara però anche Pablo Neruda parteciparono a la Jota e come fu l’apporto degli artisti cileni qui nella Jota?

La verità è che quando abbiamo preso la decisione che la vittoria del Socialismo doveva essere per la via democratica sapevamo che dovevamo conquistare lo spirito del nostro popolo, pertanto dovevamo conquistare la cultura del nostro popolo e in questo ci furono distinti apporti significativi che potremmo dire riconosciuti internazionalmente nelle diverse opere: Pablo Neruda nella poesia, Violeta Parra e Victor Jara nella musica, Victor Jara fu anche drammaturgo e ognuno di loro apportò una cultura diversa che giustamente ebbe rivendicazioni e conquiste nel nostro popolo, i contenuti di questa musica e anche la forma di relazionarsi con questa musica molto popolare e accessibile, possibile di poter essere ascoltata dalla gente fu tremendamente importante. Bene, Violeta Parra, una di loro, da poco tempo si commemoravano già i 100 anni dalla sua nascita, l’orgoglio che noi abbiamo è che lei si definiva come Comunista. Lei ebbe una militanza abbastanza distinta, lei era un’artista e il suo apporto proveniva dalla sua trincea che era quella dell’arte. Però anche qui in questo specie di murales si riflette un’altra cosa che è il tracciato, tutto questo tracciato che si fa in queste opere è tipico della “Brigada Ramona Parra”. Ramona Parra fu una giovane operaia che fu uccisa nella piazza Bulnes in una protesta per i diritti sul lavoro e si forma la Brigada Ramona Parra che una Brigata muralista per conquistare il potere con il governo di Salvador Allende e per raggiungere il potere e vincere le elezioni. Un muralismo facile di tracciati rapidi dove chiunque può partecipare però che espone anche di quello che siamo fatti e cosa stiamo rivendicando. Il tracciato della Brigada Ramona Parra fu uno strumento contro la dittatura e uno strumento diffuso dai giovani comunisti ancor oggi. Quindi si che siamo molto orgogliosi del significato di queste opere, del loro contenuto e quello che rappresenta la creazione di murales di questo genere.

Camilo, mi piacerebbe iniziare con una domanda storica. Come si fondò la Gioventù Comunista Cilena?

Guarda, noi siamo cresciuti, ci siamo formati per decisione del partito. Il partito composto da giovani, operai e adulti senza differenza d’età. Si discute, ci furono discussioni su cosa era pertinente in un momento storico come questo, nelle parti nord del paese, nelle industrie di salnitro dove nasce il Partito Comunista Cileno e si prende la decisione di conformare il distaccamento giovanile dei comunisti nel paese. Si chiamò all’inizio, nella fase “embrionale” per chiamarla così, Federazione Giovanile Comunista, una organizzazione che aveva come proiezione quella di formare gioventù comunista. La JOTA ha più di 85 anni di storia è nata ad Iquique, una città proletarizzata, nasce da giovani lavoratori e quindi per noi la storia della classe lavoratrice e anche la storia del Partito Comunista Cilena e la Gioventù Comunista sorge in un periodo posteriore però è di fondamentale importanza, quindi la fondazione della Gioventù Comunista a lato del Partito Comunista è nel clima del movimento operaio cileno e lo fondano lavoratori e lavoratrici. Da questo momento in poi continua ad esistere come organizzazione rilevante nel paese. In determinati momenti con l’Unidad Popular riusciamo ad ottenere più di 200 000 giovani iscritti alla gioventù comunista. Non abbiamo tenuto discontinuità nel nostro processo, ovviamente con forti dibattiti però anche decidendo che questa organizzazione si fondò con l’intenzione di perdurare come strumento dei giovani cileni, non solamente nel movimento studentesco ma anche nel mondo dei lavoratori e dei giovani cittadini.

Come fu l’inclusione con il Partito Comunista Cileno?

Il partito quando prende la determinazione anche assume la responsabilità della decisione che prende. Fondare la Gioventù Comunista significa anche assumere la responsabilità che essa compia i suoi doveri, compia i suoi obiettivi. Esso sta nella responsabilità tanto di appoggio ai nostri compiti di intendere il ruolo che abbiamo e il sostegno a esso, però anche e soprattutto vi è una orientazione politica che una gioventù ha, di dare informazioni, noi siamo la scuola dei comunisti cileni. Nella gioventù comunista ci equivochiamo più aspettando il partito, perché qui noi impariamo e l’interessante è, che il partito ci formi anche nella esperienza della lotta nel nostro partito il quale genera anche il suo apporto. Siamo chiari nell’affermare che la linea politica è una sola, partito e gioventù non abbiamo differenza in esso. Il partito fa l’organico e noi la gioventù.

Come sappiamo il Partito Comunista ha avuto un certo tipo di opposizione nel corso della storia, però se ci trasportiamo negli anni 70, nel 1970 vediamo come il presidente Salvador Allende leader del Partito Comunista Cileno arriva ad ottenere il potere, dopo vediamo che nel 1973 arriva il golpe militare, muore Salvador Allende, arriva la dittatura di Pinochet con l’appoggio del grande capitale statunitense e dopo di questo periodo vediamo che il partito viene reso illegale per più di 20 anni.

Ora la domanda che voglio farti è come dopo questo triste periodo il Partito riuscì ad ottenere nuovamente potere e partecipare in una coalizione nel parlamento nel 2009, 2013 e ora nel 2017?

Nessuno può pretendere di fare cambi così radicali come quelli che aspirano i comunisti cileni e i comunisti in qualsiasi parte del mondo senza vincere il nemico che giustamente ora difende i propri interessi e privilegi che questa società capitalista non solamente gli ha lasciato ma li riproduce nelle generazioni. Per questo incontriamo momenti nella nostra storia nella quale siamo stati illegalizzati e perseguiti come tu segnalavi, la dittatura di Gonzalo Videla in un periodo, Pablo Neruda viene relegato essendo Deputato della Repubblica gli si toglie l’incarico e viene perseguitato per il governo di Gonzalo Videla e poi la Dittatura Militare. È il momento di azione del movimento operaio e degli studenti per la conquista dei diritti. Successivamente noi esistiamo la domanda che dobbiamo farci è, tu bene lo segnali, come dopo tanti ostacoli, tante uccisioni, a noi hanno fatto scomparire una quantità importante di militanti comunisti.

Più di 40 000 desaparecidos.

E dentro di questo due direzioni complete del Comitato Centrale del Partito Comunista durante la dittatura. Io credo che ci sono due cose, la prima è che siamo un Partito Comunista che nasce dalla espressione dell’interesse popolare del popolo cileno, nasce genuinamente, prima incluso della rivoluzione bolscevica, giustamente perché aveva la necessità il popolo cileno di organizzarsi in un partito è avere uno strumento. Questo strumento partitario prese decisione così genuine come prendere potere attraverso la via democratica con Salvador Allende, questione che nel mondo in questo momento non stava occorrendo, però parliamo anche che il Partito Comunista è espressione della necessità della sua esistenza. Nel paese è necessaria l’esistenza di un Partito Comunista come anche di altri partiti, però in particolare il Partito Comunista non deve smettere di esistere giustamente perché esiste la necessità della sua esistenza. Però in secondo luogo, per la determinazione della nostra militanza, per mantenere vivo lo strumento partitario. Il Partito Comunista essendo rilegato, essendo assassinato, nel momento della dittatura presero la decisione di far sparire completamente i comunisti cileni. Successivamente riuscimmo a sopravvivere e abbiamo il Partito Comunista che continua ad esistere grazie a generazioni di compagni e compagne che tornarono dall’esilio nel momento difficile a raggruppare il partito, che si preoccuparono di rischiare la loro vita perché questo strumento partitario continui ad esistere, perché esista anche il riconoscimento che non sia il Partito Comunista un fine a se stesso ma uno strumento di lotta ed è lo strumento di lotta più rilevante dei lavoratori e lavoratrici cilene. Possiamo avere opinioni differenti con chi pensa che non è lo strumento più importante, però per i comunisti cileni si lo è. E questo si dimostrò quando generazioni diedero la propria vita, persero la propria vita e nel nostro partito i suoi migliori figli, per la necessita di mantenere viva l’organizzazione partitaria che cresceva dando al popolo cileno allegria e vittoria, per questo credo che sono le determinazioni corrette che ci fanno rimanere vivi.

Che ruolo ha avuto la JOTA nella mobilitazione studentesca nel 2011?

Lì fummo in un momento particolare, non sempre fu così però riuscimmo a condurre parti importanti della principale federazione di studenti nel paese. Ruolo distaccato in questo momento da Camilla Vallejo nell’Università di Cile, la federazione di studenti più grande e più rilevante nel paese, Università di Santiago con Camilo Ballesteros, Karol Cariola già fu presidente nella Università di Concepcion, ovvero tenevamo una forza importante e compimmo il ruolo che dovevamo compiere. Io non credo che i comunisti fummo i soli ad organizzare tutto il 2011, no, non fu cosi, però sono sicuro nel dire che il 2011 non sarebbe stato lo stesso senza una conduzione corretta e si fabbricò una conduzione necessaria dove Camilla Vallejo e altri compagni che ti ho menzionato riuscirono a sfidare un governo nel quale noi comunisti in questo momento eravamo all’opposizione, un governo che oggi tuttavia si è riprodotto, Sebastian Pinera continua a governare il paese dopo averlo distrutto in altri momenti e in questo istante nel 2011 governava con una politica di privatizzazioni. Il 2011 accade perché ci furono generazioni e generazione che la produssero, questo non fu uno spettacolo dell’anno questo fu una situazione di unioni di forze e in questo ci furono generazioni del passato, grandi generazioni che apportarono che l’anno 2011, i comunisti e soprattutto il movimento studentesco potesse frenare un governo che aveva un’agenda di privatizzazioni e ampliare una forza trasformatrice che potesse dare successivamente nuove riforme in Cile.

Che tipo di attività la JOTA sta facendo ora con le forze progressiste di tutta l’America Latina e con tutti gli altri Partiti Comunisti e Socialisti in America Latina?

Abbiamo avuto sempre storicamente un rapporto bastante stretto con i paesi fratelli e in particolare con i nostri partiti fratelli: il partito comunista, socialista e i partiti che cercano la trasformazione della loro società. La Gioventù Comunista fa parte della federazione mondiale della gioventù democratica, dentro di essa partecipiamo a tutti gli eventi a livello internazionale che sono presenti, pensiamo che l’intercambio di esperienze è fondamentale per la lotta che diamo nei nostri contesti. Questo l’abbiamo visto con molto entusiasmo in America Latina e in particolare abbiamo avuto uno sviluppo più lento in Cile e più avanzato in altri paesi che sfortunatamente hanno subito ostacoli significativi però ci hanno dimostrato che la solidarietà internazionale e in concreto l’articolazione politica con gli altri paesi uniti nello stesso obiettivo, la conquista nel nostro caso di un continente sovrano di fronte un capitale internazionale, essendo noi il “cortile” degli Stati Uniti era tremendamente significativa e rilevante e sappiamo che la rivoluzione non sarà solo in Cile, speriamo che sia planetaria, però anche siamo molto sicuri che deve partire dall’ America Latina la nostra esperienza, non può essere qualcosa che si realizza in un solo paese perché così è facile da schiacciare quando accade e quando siamo uniti le nostre forze potranno superare anche l’aggressione dell’imperialismo.

Il Partito Comunista e la gioventù come deve oggi relazionarsi ai cambi della società, con la tecnologia, con la nuova globalizzazione e anche come deve contrapporsi al nuovo capitalismo e al neoliberismo?

Vediamo, dai cambi d’epoca bisogna prendere tutto il positivo da essi e sapere anche che sono irreversibili, la rete sociale, la tecnologia sta permettendo trasformazioni in aree distinte e credo che l’area più significativa di trasformazione oggi e il mondo del lavoro. Già non sono i lavoratori della fabbrica, anticamente chiunque poteva arrivare in fabbrica e sapere che li vi era il sindacato, che vi era un solo sindacato che vi era una differenza chiara tra i lavoratori e contro chi era il padrone, oggi si cerca di relativizzare tutto. Il capitalismo ha avuto anch’esso mutazioni e la tecnologia gioca un ruolo. Per noi questo non significa che rinunciamo al ruolo che deve compiere un Partito Comunista che è la difesa della classe lavoratrice e quindi la conquista del potere per la classe lavoratrice. La classe lavoratrice a causa della modificazione del capitalismo anch’essa cambia e per questi tempi dove vi è una classe lavoratrice dei tempi moderni si richiede un partito comunista anch’esso moderno. Per questo io credo che la gioventù soprattutto ha un ruolo da giocare, quello di potere entusiasmare un partito molto più moderno e capace di interpretare il mondo reale della classe lavoratrice e non solamente di quella che già esiste o quella che abbiamo nell’ideale. La realtà è che le cose cambiano con o senza di noi, l’importante è che il cambio noi lo possiamo dirigire verso un cambio molto più giusto del quale noi aspiriamo.

Perfetto, grazie. Un’ultima domanda come i comunisti devono relazionarsi internazionalmente con le altre forze comuniste negli altri paesi? Qualche consiglio, idea per poter creare una relazione forte nel mondo con tutte le forze comuniste e tutti i partiti comunisti presenti nel mondo?

Io credo che è l’importante prima di tutto è identificare chi sono i partiti comunisti nel nostro proprio contesto. Ciascun paese ha la sua realtà, un suo contesto, sue condizioni di lotta. L’obiettivo e il punto di arrivo è lo stesso e dobbiamo discutere che caratteristiche deve avere. Noi aspiriamo al comunismo, sappiamo che la conquista al socialismo è una tappa rilevante e non possiamo evitarla però socialismo può avere anche diverse interpretazioni, l’importante è che sappiamo intendere che abbiamo diversi contesti e che ciascuno in questi contesti deve lottare con la forza che ha, con la capacità che tiene e come anche diverse forse politiche intervengono nel potere. Io credo che la cosa principale è lo scambio di esperienze e lo scambio di esperienze esige che ci siano elementi comuni, io prima menzionavo che in America Latina abbiamo un elemento in comune siamo il “cortile” degli Stati Uniti. Siamo un continente produttore di materie prime, estrattivista, una delle economie più arretrate del mondo è presente in America Latina perché qui ci sono veri saccheggi e ruberie per parte del capitalismo per far funzionare i grandi centri capitalistici. Abbiamo questa particolarità, per questo il continente America Latina deve avere chiare intenzioni di sovranità e per questo i suoi governi devono aspirare ad un nuovo modello di sviluppo che ponga la capacità dei nostri paesi in funzione degli interessi della nostra gente, dei nostri abitanti, dei nostri compagni e compagne. Credo che questo non è molto distinto da quello che possiamo realizzare in altre parti del mondo, dove esistono altri contesti però dove la lotta per sconfiggere il sistema capitalista attraverso il socialismo deve esigere che questo si realizzi con forze sufficienti e credo che gran parte d’Europa, movimenti sociali che in altri momenti non era pensabile esistessero, in Europa stanno esistendo però anche esistono in America Latina, come il movimento femminista che è un movimento tremendamente rilevante che sta muovendo le fondamenta di una società tremendamente invecchiata e tremendamente perversa e atrofizzata in valori dell’alto medioevo e credo che ci sono elementi sicuramente comuni. Quindi cosa è rilevante e con questo voglio concludere, che possiamo scambiarci esperienze e anche porci in una situazione di opposizione in comune perché non ci serve assolutamente raccontarci cosa succede nei nostri contesti, quello che ci serve in maniera più rilevante è che in funzione di quello che succeda ci poniamo d’accordo su come possiamo permetterci migliori condizioni di lotta e soprattutto conquiste che possano cambiare il pianeta intero. E’ un movimento comunista a livello mondiale che dobbiamo promuovere il quale ha le sue radici nelle diverse situazioni di lotta che viviamo nei nostri paesi.

Grazie Camillo per l’opportunità di questa intervista e come dicevi tu prima dobbiamo iniziare a unirci e contribuire insieme ad una lotta per il cambio della società. Sappi che hai l’appoggio della Federazione Giovanile Comunista Italiana e del Partito Comunista Italiano. Grazie!

Voglio mandare un ringraziamento anche a voi e in particolare perché ci sono storie comuni tra il Partito Comunista Italiano e il Partito Comunista Cileno. Lo dico dal punto di vista di quanto genuini sono stati i nostri interventi nei nostri diversi contesti. La cosa più rilevante è che con le forze che repentinamente scarseggiano o non sono sufficienti, la verità è che dobbiamo occuparle nel miglior modo, un percento in una elezione può essere estremamente significativo nella politica se si utilizza nel modo rivoluzionario del quale siamo sicuri voi state facendo e speriamo di continuare a farlo anche noi insieme a voi.
Grazie.