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“Manine” in faccia e fumo negli occhi

La questione della “manina” è divampata sulla stampa e sui social e ancora oggi è paradigmatica delle gravi contraddizioni su cui si regge l’attuale Governo e su cui si sono costruiti i rapporti tra Lega e Movimento 5 Stelle.

Eppure, la “pace fiscale” è da sempre presente nel dibattito tra le due forze, è presente nell’insindacabile “contratto”, ed era chiaramente un sinonimo di condono. Come scoprire che tra Lucania e Basilicata non ci sono differenze.

Dal CdM di sabato, in definitiva, sembra che si sia esaurito il motivo del contendere: viene eliminata la non imputabilità per reati di riciclaggio e auto riciclaggio. Via anche lo scudo fiscale per i capitali esteri. Il ddl dovrebbe arrivare in Parlamento tra il fine settimana e l’inizio della prossima.

Per una prassi ormai consolidata il ddl non sempre viene letto e discusso puntualmente dal CdM, spesso il CdM indica le linee guida, saranno poi i tecnici a concretizzare tali linee guida su carta, con il testo che verrà votato in Parlamento.

Spostandoci fuori dalla narrazione farsesca che ormai è il tratto distintivo di questo Governo, è importante considerare un dato di fatto: il testo del ddl non è stato modificato da nessuna “manina”, semplicemente gli esponenti del M5S partecipanti al Consiglio dei Ministri non avevano idea di cosa stessero approvando.

Sgombriamo il campo dalle polemiche sulle manine, e torniamo a qualcosa su cui la cronaca ha taciuto in questi giorni, proprio per dare risalto alla querelle sul ddl di bilancio.

Oggi si vota il Decreto Genova alla Camera. Nel testo approvato e in attesa di votazione in Parlamento è presente una sanatoria per gli edifici abusivi presenti a Ischia. Un altro condono, sulle orme di quelli realizzati da Berlusconi (’94 e’03) definito da Legambiente come “condono tombale”. Una sanatoria a maglie larghissime, che rischierebbe di favorire gli interessi illeciti nell’isola.

Lo stesso ministro all’Ambiente, Sergio Costa, ammette sconsolato di aver fatto presente la sua contrarietà a tale provvedimento (“Alcuni di quegli immobili li ho sequestrati io”) rimettendosi alla clemenza del Parlamento.

E parlando di Decreti-legge, anche il “Decreto Salvini” aspetta l’esame del Parlamento. Un Decreto che sarebbe nel dimenticatoio, non fosse per le vicende che hanno colpito Domenico Lucano, il sindaco di Riace, nei confronti del quale già abbiamo espresso e dimostrato la nostra solidarietà.

Fumo negli occhi, quindi, colorato da una narrazione a tratti carnevalesca, che distrae distorcendo l’importanza delle cose. Non è tanto incentrasi sulle presunte “manine” o altro, ma guardare ai contenuti reali, quelli che più contano. È arrivato forse il momento di vedere il M5S per quello che è: una brigata, naturale appoggio per le politiche di estrema destra profilate dalla Lega. O almeno, tali sono gli esponenti al momento egemoni nel Movimento.

In Italia il Parlamento è (o dovrebbe essere) il fulcro della vita politica e istituzionale, vedremo in quella sede quale anima prevarrà.

Non bisogna essere degli aruspici per capire che i presagi non sono dei migliori.

Gennaro Chiappinelli, Segretario FGCI Roma, Dipartimento Naz.le Giustizia e Antimafia