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GLOVO – FOODORA: FREGATURE A CHI LAVORA

di Dennis Vincent Klapwjk, Resp. Lavoro FGCI

Foodora non vede le condizioni per restare ad operare nel territorio italiano, quindi sbaracca e vende tutto a Glovo, colosso spagnolo. Fin qui nulla di strano, due aziende di consegna cibo a domicilio che chiudono un accordo. Ma i 2000 riders (i poveri disgraziati che girano con qualsiasi tempo in bicicletta, “zainetto” e pettorina a prendere e portare cibo dai ristoranti ai clienti) di Foodora restano fregati. Come sappiamo lo sfruttamento dei riders è una delle piaghe recenti nel mondo del lavoro, dato dalla disperazione di molti giovani e non più tanto giovani che devono racimolare qualche soldo e quindi si mettono a pedalare.
Sono considerati lavoratori autonomi o, nella migliore delle ipotesi, Co.co.co (parasubordinati) ed era il caso di Foodora, che aveva stabilito anche retribuzioni fisse.
Glovo stravolge tutto, non assume in automatico i 2000 riders in quanto non sono veri e propri dipendenti di Foodora e concede semmai di candidarsi per riottenere il posto di lavoro ma alle nuove condizioni di Glovo.
Tralasciando il disgusto per la pratica capitalistica di profitto sulle disgrazie altrui, ovvero sulla pelle di quelle persone che devono sopravvivere, viene da chiedere cosa succederà adesso. In teoria i sindacati confederali avevano voluto includere i riders nel CCNL, e persino Di Maio aveva accennato al problema (a luglio, rimandandolo poi a settembre, anche se ci è sfuggito quel passaggio settembrino ed eventuale affronto del problema). Quindi?
Evidentemente ci saranno situazioni diverse, dalla rassegnazione, sempre più diffusa, ad alcune lotte. Già da tempo i riders erano in lotta per i loro diritti. E in quelle lotte la FGCI sarà presente, come sempre.

FONTI 

https://www.huffingtonpost.it/2018/11/09/glovo-acquista-foodora-e-manda-a-casa-2000-rider-potranno-candidarsi-ma-alle-nostre-condizioni_a_23584428/?ncid=other_topnaventr_coabgdcpxri&utm_campaign=topnav

http://www.today.it/economia/contratto-lavoro-rider.html