Relazione gruppo di lavoro – Lavoro e Precarietà

A cura di Dennis Vincent Klapwijk – Segreteria Nazionale FGCI

Il Gruppo di Lavoro individua come fulcro centrale dell’azione politica della FGCI il Proletariato, oggi in gran parte rintracciabile nel cosiddetto Ceto Medio Proletarizzato: esso è l’attuale “contenitore di classe” al quale dobbiamo rivolgere la nostra specifica attenzione. Il Proletariato, classe storica di riferimento dei comunisti, è oggi vivo e presente nella società: precari, indeterminati assunti col jobs act, lavoranti in nero sono la stragrande maggioranza delle giovani generazioni e stanno rapidamente acquisendo il triste primato numerico anche nelle generazioni nate prima degli anni ’80, grazi ai licenziamenti in massa e alle ristrutturazioni delle aziende.
Il Dipartimento Lavoro della FGCI individua la moderna divisione di classe nella distinzione tra sfruttati e sfruttatori: chi vive grazie al pluslavoro di altri che produce un plusvalore, e chi vive (o tenta di sopravvivere) tramite il proprio lavoro. L’operato della giovanile comunista si deve rivolgere al radicamento nella società in modo da cambiare drasticamente i rapporti di forza tra sfruttati e sfruttatori. Il Proletariato – Ceto Medio Proletarizzato è nostra classe di riferimento. La FGCI lavora al servizio politico della classe di riferimento.
Di seguito il programma sul lavoro della FGCI, dieci punti per rivoluzionare la società e ridare dignità e forza ai lavoratori.
1. Abolizione dei voucher, estensione e copertura dei contratti nazionali esistenti per ogni
tipologia di lavoratore; abolizione della deroga alla contrattazione collettiva se non prevista
dalla contrattazione stessa.

2. Aumento delle tutele per maternità e paternità, e facoltà di legge per i lavoratori di
stabilire l’allocazione dei giorni di permesso per l’assistenza famigliare.

3. Rafforzamento dello stato sociale, lotta senza quartiere al caporalato, regolazione
sistematica dei flussi migratori, inserimento degli extracomunitari nel mondo del lavoro
a pari salario e diritti rispetto al lavoratore italiano.

4. Intervento diretto dello Stato volto alla creazione di nuovi posti di lavoro e alla
ricostruzione di una economia statale forte e all’avanguardia nella ricerca scientifica.

5. Sicurezza nel posto di lavoro, aumento delle risorse agli ispettorati del lavoro
per una piena applicazione del D.Lgs. 81/2008.

6. Riduzione dell’età pensionabile a 60 anni, con ulteriore riduzione di 5 anni per i lavori
considerati usuranti (e revisione attraverso apposita commissione scientifica delle
tabelle INAIL). Avvio di una politica di incentivazione all’occupazione femminile e di tutela
della parità di salario rispetto agli uomini.

7. Unità e solidarietà tra tutti i lavoratori nei luoghi di lavoro, riaffermazione dei principi e
dei provvedimenti della legge 300/1970.

8. Orario di lavoro portato a 35 ore settimanali massime (salvo limiti di straordinario in
capo alla contrattazione collettiva) a parità di salario rispetto alla contrattazione
precedentemente in vigore. Stabilire vincoli di continuità lavorativa e di anzianità per
i lavoratori nei passaggi di appalto.

9. Abolizione del regime di alternanza scuola-lavoro come fucina di precarietà a vita attraverso
un apposito rafforzamento degli uffici per l’impiego.

10. Benessere fisico e mentale garantito e salvaguardato per ogni lavoratore, tramite
potenziamento dei dipartimenti di medicina del lavoro delle ASL; limitazione dell’utilizzo
dei medici privati da parte delle aziende