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17.000 MORTI

di Dennis Vincent Klapwijk, Responsabile Nazionale Dip. Lavoro FGCI

È di due giorni fa la dichiarazione di Landini, segretario generale CGIL, riguardante il numero dei morti sul lavoro degli ultimi 10 anni. Aggiunge che si continua a morire come 40 – 50 anni fa. La differenza è che tra i 40 e i 50 anni fa esisteva una lotta politica a tutto tondo: il più grande Partito comunista dell’occidente organizzava un’autentica opposizione sociale di massa, unitariamente ad un sindacato, la CGIL, che pur essendo guida dei sindacati confederali non aveva sposato la linea concertativa. Le spinte moderate all’interno di queste due gigantesche forze venivano bilanciate dai movimenti extraparlamentari, che raggiungevano quei settori spogli di organizzazione sindacale e politica.

Anni nei quali si poteva sognare la Rivoluzione, ottenendo intanto grandiose conquiste per i lavoratori e il proletariato (dall’Articolo 18, oggi demolito e all’epoca considerato troppo poco radicale, alle case per chi ne aveva bisogno, come le celebri occupazioni di Torino portate avanti dal PCI e Lotta Continua). Ad oggi invece assistiamo ad un arretramento, per non dire una Caporetto, dei diritti dei ceti proletari e proletarizzati. Il conflitto Capitale – Lavoro, che è il centro della società contemporanea, parla chiaro: 17.000 morti sul fronte dei Lavoratori.

Ieri, il 13 Ottobre, era la giornata nazionale per le vittime sul Lavoro, e su vari giornali si è parlato della questione. I nostri governanti hanno preferito parlare di come sia brutto vendere le armi alla Turchia, dimenticandosi che sono loro quelli che potrebbero effettivamente agire per bloccare questa vendita, o di come siano eroici i Curdi (anche i Siriani no, quelli non piacciono abbastanza), quando una ventina di anni fa però non si fecero troppi problemi a “regalare” il leader dei curdi alla Turchia. Questioni importanti, ma affrontate ipocritamente per evitare di parlare di una vera e propria emergenza nazionale: le morti sul Lavoro.

Un Partito o un Organizzazione Comunista possono definirsi tali solo se non perdono di vista il mondo del Lavoro e dei Lavoratori, tra i quali nascono e dei quali devono essere scudo e spada. Proprio per questo la FGCI, essendo ramo giovanile del PCI, assieme al Partito e ai compagni di Fronte Popolare, sarà presente alle mobilitazioni dello Sciopero Generale indetto unitariamente da numerose sigle del sindacalismo di base per il 25 Ottobre.

17.000 morti sono troppi, e nessuno vuole e tantomeno deve essere il prossimo.

ALLA LOTTA!