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La Lunga Marcia del Venezuela

di Dipartimento Esteri FGCI

Giovedì 10 Gennaio 2018 il Venezuela ha osato compiere un orrendo crimine davanti a tutta la comunità internazionale democratica: inaugurare formalmente, come da protocollo, il secondo mandato presidenziale di Nicolas Maduro, che era stato legittimamente eletto dal libero popolo venezuelano a maggio. L’Unione Europea, gli Stati Uniti e i governi democratici di Brasile, Argentina ed Ucraina sono rimasti attoniti davanti ad un popolo che osa non eleggere il loro candidato preferito ed invece sceglie l’indipendenza ed il patriottismo per costruire il socialismo. Davanti ad una non-notizia, perché il Venezuela bolivariano resiste sempre e non da ora, Contessa si scandalizza come al suo solito e sguinzaglia strillando i suoi pennivendoli e lacchè: che sfrontati questi venezuelani che amano la libertà e non si sottomettono senza storie al capitale!

Forse amano troppo la libertà e la dignità perché il Venezuela è da anni un Paese sotto assedio; da un lato, le potenze imperialiste non tollerano che controlli indipendentemente le proprie riserve petrolifere e, dall’altro, la borghesia venezuelana schiuma di rabbia vedendo i profitti del petrolio spesi per scuole ed ospedali, invece che al sicuro nelle loro tasche e nelle ville a Miami. La costruzione del socialismo, opera già ardua di suo, diventa dunque quasi impossibile, per l’embargo esterno, i sabotaggi interni e la violenza terrorista. Tuttavia, il libero popolo venezuelano mostra quotidianamente con fatti concreti che “quasi impossibile” non vuol dire “impossibile”: l’elezione dell’Assemblea Costituente a dispetto degli attentati, la continua solidarietà antimperialista con le altre nazioni latinoamericane e la semplice dignità del vivere ostinatamente contro chi li vorrebbe piegare.

A questo punto, i venezuelani potrebbero essere ancora più gentili e prestare un po’ della loro dignità a quelli che ora spalano fango sul loro Paese con bugie, falsità e racconti faziosi. Se mai dovesse servire una cartina al tornasole sull’imperialismo, questa è il Venezuela. A sostegno di un fantomatico Tribunale Supremo in Esilio e di un Presidente ad Interim fantoccio troviamo la crème de la crème imperialista: gli Stati Uniti, l’Unione Europea, l’Internazionale Socialista (sic transit gloria mundi), il Brasile di Bolsonaro, l’Argentina di Macri, la Georgia e l’Ucraina russofobe, la Stampa di Torino ed il Financial Times. C’è chi invoca lo sbarco dei marines e chi l’insurrezione armata, ma da veri democratici nessuno chiede nuove elezioni: troppe volte il popolo ha votato male, meglio fidarsi dei militari stavolta.

Dall’altra parte, col popolo venezuelano resistente, troviamo i soliti cattivi: Russia, Cina, Cuba, Messico, Bolivia, Corea del Nord e Nicaragua. Tutta brutta gente che rispetta le elezioni e lotta contro fascismo ed imperialismo. Come FGCI ci vogliamo quindi sedere insieme a tutti questi cattivoni per difendere il Venezuela bolivariano, non perché loro abbiano bisogno del nostro aiuto, quanto perché dall’altra parte e tra chi resta indifferente v’è un puzzo di fascismo ed ipocrisia insopportabile. In questi anni di lotta il popolo venezuelano ha mostrato una dignità, una forza ed una autocoscienza di classe insuperati e sappiamo bene che esso trionferà anche senza il nostro umile supporto. Però, come FGCI ci sentiamo in dovere di formare la gioventù italiana all’internazionalismo proletario, alla solidarietà trai popoli, all’amore per la libertà e per la verità che è sempre rivoluzionaria.

Vogliamo dunque organizzare presentazioni, divulgare la resistenza venezuelana e smentire la propaganda imperialista: la gioventù italiana può e deve imparare dai tanti venezuelani che costruiscono il socialismo reale in situazioni ben peggiori delle nostre. La loro battaglia è anche la nostra.