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LANDINI SEGRETARIO SIA PUNTO DI PARTENZA

di Dennis Vincent Klapwijk, Resp. Nazionale Dipartimento Lavoro FGCI

Maurizio Landini è il segretario della CGIL. Colla ha fatto un passo indietro, il più grande sindacato italiano non si è spaccato. La scelta di Susanna Camusso, caduta sul suo vecchio “rivale” dei tempi di mozione 1 e mozione 2, capopolo operaio, è stata rispettata. Bene. Però dobbiamo elencare alcuni punti. In primo luogo la CGIL non è e non deve essere un bacino strumentalizzabile da terzi; posizionamenti sulla politica internazionale che si appaiano a logiche di potere imperialiste sono da evitare.
In secondo luogo la CGIL deve restare, come impostazione data da Di Vittorio ( del quale i ritratti ancora si vedono nelle camere del lavoro ), estranea a giochi di partiti politici. Deve essere sindacato al servizio dei lavoratori. Null’altro.
La visione che hanno molti “a sinistra oltre la CGIL nulla” oltre ad essere tendenzialmente falsa (si pensi ad Unione Sindacale di Base, USB), rischia di essere arma a doppio taglio: una valutazione troppo glorificante di sé toglie senso della realtà. E un soggetto politico non avente senso della realtà, presto o tardi, crolla. L’ elezione di Landini ha ridato speranza a molti, anzi moltissimi. Sia un inizio di lotte che riportino i lavoratori a non essere limoni da spremere e buttare via. Sia l’inizio dell’ottenimento di leggi a favore dei lavoratori e non solo dei padroni. Su questi punti la FGCI sarà sempre presente.