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Proteste contro Burger King

di FGCI Piemonte

Sui giornali si parla di Burger King assediato. Da un altro punto di vista, e più corretto, i titoli dovrebbero essere “Burger King sfratta studenti“.
La svendita da parte di UniTo di locali scolastici al colosso americano del fast food dovrebbe farci riflettere.
Eppure, il buon senso espresso in prima battuta da studenti e professori che giustamente proponevano l’utilizzo degli spazi per motivi di studio, per la creazione di altre aule non ha sortito effetto.
E la nota catena si è aggiudicata i locali della Palazzina Aldo Moro allestendoli a fast food.
Un altro duro colpo per la scuola, per la cultura già duramente provata dai continui tagli perpetrati dai vari governi che fino ad oggi si son succeduti e un duro colpo per studenti e professori che si vedono ridurre spazio utile in un contesto in cui mancano fisicamente aule e luoghi di studio.
Giustamente la voce di quest’ultimi non ha tardato a farsi sentire e grazie all’interessamento di alcuni movimenti studenteschi e collettivi si sono organizzate iniziative di protesta.
In questo caso neanche lo Stato ha mancato di intervenire, grazie al l’intervento delle Forze dell’Ordine come ormai ci ha abituato, contro quegli stessi studenti che protestavano giustamente per qualcosa che in un Paese normale dovrebbe essere garantito. Il diritto allo studio. Il diritto di poter utilizzare luoghi adibiti per la crescita intellettuale e alla ricerca.
Invece lo Stato e UniTo ci dimostrano quanto gli interessi loro siano rivolti ad un’idea di Paese sempre più legato al liberismo più spinto, una “democrazia” basata sul Mercato e al capitale, legato alle multinazionali che sempre di più entrano nel quotidiano, distruggono o fagocitano quel poco che ancora rimane a disposizione della gente comune.
L’unico argine e l’unica differenza davanti a questo smantellamento del sistema scolastico nel suo insieme, volto ad un elitarismo ed alla eliminazione dello studio di massa la fanno proprio quegli studenti,
quelle persone che non hanno oggi come oggi paura di affrontare a testa alta le scelte e i metodi di uno Stato sempre più distante dalle reali necessità. Che hanno il coraggio delle idee e sanno come portarle avanti, rischiando in prima persona.
Per questo come FGCI sosteniamo profondamente le proteste e inviamo la nostra solidarietà ai compagni indagati e fermati davanti a Burger King e saremo al loro fianco per lottare per quei diritti fondamentali che costituzionalmente dovrebbero essere garantiti e non schiacciati ed oppressi dai rappresentanti dello Stato.