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Diventerà Bellissima? Tagli da 250 milioni di euro in arrivo per la Regione Siciliana.

di Amedeo Salice, Segretario FGCI Catania

Ancora lacrime e sangue piovono sulla Regione Siciliana, dal primo febbraio entrata ufficialmente, a causa dei ritardi nella presentazione e approvazione della Legge di Bilancio 2019, in gestione provvisoria. Alla Giunta Musumeci, in balìa attualmente da una parte degli equilibri interni alla maggioranza in vista delle elezioni europee e dall’altra della necessità di far quadrare i conti con lo Stato centrale, toccherà adesso misurarsi infatti con i vincoli di bilancio e un accordo sul debito con il governo nazionale che, a parte i pomposi annunci dei mesi appena trascorsi, comporterà un taglio da ben 250 milioni di euro nella Finanziaria che a giorni approderà sugli scranni dell’Assemblea Regionale Siciliana.

I nuovi tagli, approntati dalla coalizione di governo composta da Forza Italia, UdC, Popolari e Autonomisti, Fratelli d’Italia e Noi con Salvini, colpiranno ancora una volta il welfare siciliano, assieme ad altri settori molto sensibili: assistenza pubblica, trasporti, lavoro, scuola, cultura e altre categorie vulnerabili. Spiccano tra questi i tagli per 42 milioni di euro al TPL (Trasporto Pubblico Locale) che, sommandosi a quelli già avvenuti lo scorso anno, avranno ingenti ripercussioni su di un servizio da tempo sofferente, con aziende pubbliche già in crisi in molte città. Non saranno i soli lavoratori del comparto trasporti, però, ad essere colpiti: basti pensare a quelli dei – già carenti – centri antiviolenza, ai precari dei cantieri di servizio, alla Protezione Civile, ai responsabili alla manutenzione idrica agli impiegati dei Consorzi di Bonifica.

I tagli riguarderanno anche i fondi per il Reddito di Inclusione (REI), il sostegno per le vittime di estorsione, i progetti per i disabili e i finanziamenti a istituti per ciechi e alle IPAB (Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza). E ancora: i fondi destinati a molti teatri pubblici siciliani, all’edilizia scolastica, l’assistenza sociale nelle scuole, i progetti contro l’abbandono scolastico, la formazione scolastica regionale e l’ERSU (Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario), responsabile delle borse di studio e dei posti letto per migliaia di studenti universitari appartenenti alle numerose facoltà dell’Isola, già severamente colpiti negli anni passati da ulteriori gravissimi tagli.

Piove, piove ancora sul bagnato: dopo i pesanti tagli già avvenuti lo scorso anno (per un totale di 85 milioni di euro) il governo siciliano, sulla scia dei suoi precursori negli anni precedenti – e tra tutti, in primis, l’ultima amministrazione, a guida PD, continua a scaricare senza esitazione e misura sui ceti popolari tagli e sacrifici, mantenendo invece ampie garanzie per gli interessi di monopoli capitalistici nazionali e internazionali, talvolta collusi con la criminalità organizzata o con una classe dirigente sempre più marcia. Nessuno escluso.

Fatte queste considerazioni, verrebbe a questo punto quasi da chiedere al Presidente della Regione Siciliana, l’On. Nello Musumeci, che durante la campagna elettorale per le elezioni regionali del 2017 tanto sbandierava il nome e il motto del suo movimento: davvero, così, la Sicilia “Diventerà Bellissima”?