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Legittima (in)difesa

di Gennaro Chiappinelli, Resp. Nazionale Dip. Giustizia e Meridione FGCI

Il 28 Marzo il Senato approva il testo di legge sulla legittima difesa. Per la sua effettiva entrata in vigore bisognerà aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La legge interviene su norme del codice penale.

La modifica fondamentale riguarda gli 52 e 55. L’art 52 norma la legittima difesa, la modifica riguarda il secondo comma, sulla legittima difesa domiciliare. Con l’intervento della nuova legge si introduce la presunzione della proporzionalità tra difesa e offesa. Mentre prima era necessario provare il nesso di proporzionalità tra difesa e offesa, oggi questa sarà “sempre” presunta. Se prima della modifica era necessaria una minaccia attuale e concreta, con la nuova normativa questo elemento non sarà più necessario.  L’art 55 norma invece l’eccesso colposo. L’articolo prevede(va) la punibilità per una serie di gravi fatti  quando essi siano commessi in maniera colposa ma eccedendo  quanto previsto dalla legge o dalla necessità contingente. Con la modifica, non è punibile il fatto commesso in stato di minorata difesa o in stato di “grave turbamento”.

Tali modifiche sono sempre legate a condotte realizzate nella propria abitazione o nel proprio luogo di lavoro, e anche l’arma utilizzata a scopi difensivi deve essere legalmente detenuta.

Tante le considerazioni che potrebbero farsi. In primo luogo, dal punto di vista generale, è evidente l’abdicazione da parte dello Stato. Un’ammissione di debolezza, l’ammissione delle difficoltà che l’ordinamento Statale ha nel garantire la sicurezza dei suoi cittadini. Se uno Stato non riesce a garantire la sicurezza dei suoi cittadini , anzi li spinge all’autodifesa allargando le maglie della legalità per consentire un numero maggiore di condotte anche pericolose, quello Stato fallisce in uno dei suoi compiti fondamentali: la garanzia della sicurezza pubblica.

Più nello specifico, non mancano le critiche in punta di diritto. In particolare l’art 55 dischiude scenari caotici. Nel dettaglio, il concetto di “grave turbamento” causato dalla situazione di pericolo. In cosa consiste? È oggettivamente dimostrabile? Ha un valore generale assoluto? Ha diverse gradazioni?

E ciò si contrappone alla stessa presunzione della proporzionalità, che invece limita lo spettro discrezionale del magistrato. Una riforma quindi contraddittoria in termini oltre che potenzialmente inutile. Una riforma che rischia di dilatare i tempi dei processi, invece che limitarli.

Aiutano qui le critiche mosse da penalisti e magistrati[1], che segnalano come questa riforma non corrisponda nella pratica a ciò che si propone di essere nella teoria. Il rischio paventato è quello di inserire elementi caotici in una normativa che già tutelava le vittime. Sì, perché la legittima difesa è uno strumento da tempo  presente nel nostro ordinamento, a cui però si fa ricorso di rado. Tuttavia, quando si invoca la legittima difesa, si arriva spesso all’assoluzione.

Un riforma “inutile e dannosa”, che ha la sola finalità di accrescere il consenso elettorale.

La riforma prevede inoltre sanzioni più aspre per i reati contro il patrimonio.

Infine, già partono le proposte per facilitare l’accesso alla detenzione legale di armi[2]. In breve: oggi è possibile acquistare ,senza detenere porto d’armi, armi con una potenza inferiore ai 7.5 joule, dalla Lega sta maturando la proposta di alzare tale limite ai 15 joule, con tanti ringraziamenti da parte di chi con la vendita di armi ha creato veri e propri imperi finanziari.

  1. Per esempio http://www.associazionemagistrati.it/doc/3138/legittima-difesa-maritati-inutile-e-dannosa.htm 
  2. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/29/lega-incardinato-il-ddl-per-semplificare-lacquisto-di-armi-per-difesa-personale-di-maio-m5s-non-la-votera/5070947/