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Chi sono gli anarchici che hanno devastato Modena? Un punto di vista alternativo.

di Corrado Gallo e Gabriele Bertoncelli, FGCI Carpi

Nel giorno della Liberazione, un’orda anarchica ha terrorizzato Modena. Il centro storico è stato ridotto a un cumulo di macerie e pare che nel black bloc sia stato identificato anche Attila. Come mai Geminiano, il capo della Celere, ha esitato a nascondere di nuovo Modena dietro a una “nebbia” di lacrimogeni (1)? Come mai è stato permesso agli anarco-Unni di devastare la città?

Queste le domande che frullavano in testa al Ministro dell’Interno, mentre era impegnato a sconfiggere la Mafia siciliana con le sue sole forze. In quel giorno di “derby tra rossi e neri” (Stella Rossa-Partizan al Marakana di Belgrado), tutte le preoccupazioni di Salvini erano rivolte alle vetrine del centro di Modena, umiliate e offese dalle scritte dei sovversivi (2). Non sappiamo se potremo mai riavere i muri e le saracinesche pulite come una volta, però possiamo tutti rallegrarci della visita del Ministro (3), che confidiamo risolverà ogni problema passato e futuro con abbondanti dosi di manganello e lacrimogeno.

Ecco in sintesi le polemiche che sentiamo ogniqualvolta venga sfidata la vita perbene dei modenesi perbene. Il mainstream politico impone di “isolare i violenti”, le condanne arrivano da destra e sinistra, emblematico è Calenda che dà platealmente ragione Salvini (4). Nessuno ha perso tempo ad ascoltare i cori, a leggere quelle scritte e a informarsi sui motivi della manifestazione.

È solo così che un muro e una vetrina diventano più importanti degli immigrati rinchiusi nei CPR, i lager per clandestini dove si viene internati senza di fatto aver commesso nessun reato. I perbenisti fiorentini mostrarono la stessa ipocrisia quando, più di un anno, si indignarono per il danneggiamento di alcune fioriere avvenuto in reazione all’omicidio di Idy Diene, episodio più grave dell’omicidio razzista stesso (5)!

Allo stesso modo, una scritta su un monumento ai Carabinieri diventa l’occasione per dimenticare i più recenti sviluppi nel caso Stefano Cucchi (6). Dire che i Carabinieri sono “infami assassini” è molto più grave di uccidere una persona, depistare le indagini e intimidire i testimoni? Nessuno si è fermato a riflettere sulle vittime degli abusi in divisa (come Uva e Aldrovandi) o sulle migliaia di operai e contadini fucilati proprio dai Carabinieri nelle trincee.

Nessuno si è chiesto “ma cosa c’entra la Benetton” o ha cercato notizie su Santiago Maldonado. Se lo avesse fatto avrebbe scoperto il popolo indigeno Mapuche, che lotta da un secolo per riavere le terre rubategli dallo Stato argentino. Una gran fetta di queste terre è in mano ai Benetton (900 mila ettari, più grande dell’Umbria), famiglia che stipendia direttamente le forze armate che tengono a bada gli indigeni. Per questo l’omicidio di Santiago viene attribuito ai Benetton (7). Viene da chiedersi: quanta ipocrisia è necessaria per pensare che un intero popolo valga meno di una vetrina?

Nonostante ciò, anche la sinistra più radicale ha sentito il bisogno di una presa di distanze. In alcuni casi viene sottolineato che a Modena la cementificazione indiscriminata e senza fine fa sicuramente più danni di due scritte. In altri, si pensa immediatamente al vantaggio che ne trarranno le destre, arrivando a sospettare (e non infondatamente!) che il tutto sia opera di poliziotti infiltrati, magari proprio per permettere a Salvini una visita in piena campagna elettorale. Poco dopo il corteo, infatti, il Ministro dell’Interno ha annunciato che il 3 maggio sarà a Modena, nonostante la Questura abbia minimizzato l’entità dei danni. L’intervento di Salvini capita al momento giusto e in una situazione delicata, dato che per la prima volta dalla Liberazione la città potrebbe trovarsi con un sindaco di destra. A questo vanno aggiunte altre stranezze, come la passività quasi teatrale della polizia, che solo poche settimane prima aveva brillato per zelo nella repressione dei picchetti operai di fronte a Italpizza e GLS, sempre nel modenese.

La destra ne trae vantaggio? Certo, il suo elettorato non può che inorridire di fronte a una vetrina imbrattata, perché potrebbe essere la sua. Guardiamo alle sole scritte, senza farci condizionare da visioni che rivolgono tutta l’attenzione a quella minoranza rumorosa che è la piccola borghesia, provinciale e perbenista. La vernice spray è stata usata per imbrattare, ma soprattutto per lanciare dei messaggi, alcuni dei quali sono stati analizzati prima. Da una parte questo presenta una sfida, ad esempio quella di sviluppare un ragionamento che evolve da “Carabinieri infami assassini” e passa per le vittime di abusi o per il ruolo (repressivo) che le forze dell’ordine ricoprono nella nostra società. Dall’altra vengono sdoganati tutta una serie di argomenti e opinioni che altrimenti passerebbero in totale sordina, altrimenti non avremmo prove quando diciamo: “C’è un pensiero diverso da quello dominante, non è una bestemmia essere contro CPR, Benetton e repressione!”

Dissociarsi è un’illusione. Nulla impedirà alla destra di attribuire quei graffiti alla sinistra, magari perfino al PD. Vogliamo allora unirci al coro di Salvini? A rigor di logica, non è andando d’accordo con una persona che la si indebolisce. L’opposizione zitta e muta, rinchiusa nelle proprie sedi o su internet per paura di “regalare voti alla Lega”, è esattamente quella che permette ai potenti di turno di fare i propri comodi. Dobbiamo ritrovare il coraggio di contestare e di essere provocatori, coscienti che in questo momento i fascisti sono già sdoganati mentre i comunisti sono bestemmie viventi. E allora viva le scritte sui muri! Viva le vetrine imbrattate! Viva il 25 aprile! Ora, e sempre, resistenza!

NOTE:

  1. L’esempio più recente è quello avvenuto di fronte alla GLS di Modena: “Protesta SI-Cobas alla Gls di Modena, lancio di lacrimogeni da parte della Polizia” (https://www.modenatoday.it/cronaca/sciopero-gls-polizia-modena-17-aprile-2019.html)
  2. Per una galleria di graffiti, consultare l’articolo della Gazzetta di Modena (https://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2019/04/25/news/diretta-modena-25-aprile-di-cortei-proteste-e-concertoni-1.30220813)
  3. Salvini visiterà Modena il 3 maggio (https://www.modenatoday.it/politica/salvini-commenta-scritte-modena-25-aprile-3-maggio-2019.html)
  4. Qui il tweet (https://mobile.twitter.com/CarloCalenda/status/1121695340955099137)
  5. Corteo per Idy Dienec, polemiche sui danni provocati lungo il percorso (https://www.gonews.it/2018/03/06/uritaxi-vicini-alla-famiglia-dienec-chiediamo-giustizia/)
  6. Caso Cucchi, il carabiniere superteste: “A Stefano fu dato un calcio in faccia” (http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/04/08/il-caso-cucchi-il-generale-nistri-scrive-a-ilaria-si-faccia-piena-luce_fdfd78b3-c77a-4928-a6cb-cc34836ee126.html)
  7. Su Santiago Maldonado e il popolo Mapuche, articolo di DinamoPress (https://www.dinamopress.it/news/la-storia-dell-impero-benetton-il-padrone-della-patagonia/)