Home Home Siracusa: vietato scioperare!

Siracusa: vietato scioperare!

di Amedeo Salice, Segretario FGCI Catania

Avete letto bene. A quanto pare anche il diritto di sciopero non va bene alle istituzioni statali. Ragione? Si creano disagi alle fabbriche e al turismo estivo, messo a rischio da presunte code troppo lunghe a causa messi in atto per qualche stupido diritto negato. Così suonano le parole del Prefetto, il quale con un’ordinanza ha vietato agli operai di Priolo Gargallo e Siracusa il diritto di scioperare. Una motivazione quasi surreale.

Surreale ma non troppo. Perché gli operai delle fabbriche di Siracusa e Priolo Gargallo cominciano a dare fastidio davvero. Così fastidio da creare un ostacolo a chi “vuole lavorare” o ai tanti turisti che cominciamo a vedere qui e là con l’inizio della bella stagione. Noi ci chiediamo, però, se non è proprio questo l’obiettivo di tali scioperi. La creazione di un disservizio, di un problema, per mettere in mostra il vero disagio, il vero fastidio: quello degli operai.

Riteniamo l’ordinanza prefettizia molto grave in quanto attraverso di essa, nascondendosi dietro argomentazioni di dubbio valore giuridico, le nostre istituzioni tornano a cancellare il diritto di sciopero nella sua interezza. Che senso ha uno sciopero, un picchetto, un presidio, se non quello di tentare di creare un disagio collettivo per mettere in mostra i problemi degli scioperanti stessi?

Sarebbe mai possibile ottenere ascolto da padroni ed istituzioni, se non vengono questi messi seriamente in difficoltà (nell’esercizio, tra l’altro di un diritto sancito dalla stessa carta costituzionale)?

E come se agli operai si dicesse:”Scioperate pure, ma lontano dalle fabbriche. Non disturbateci, qui stiamo lavorando”. Come se non volessero farlo pure loro, ma in condizioni dignitose. Pertanto la ragione dello sciopero. Pertanto la scelta di quel luogo e di nessun altro. Perché nessuno sciopero potrebbe davvero incidere nei fatti se non fosse in grado di mettere sotto pressione l’azienda; a costo anche di paralizzarla completamente.

La Federazione Giovanile Comunista Italiana mostra tutta la propria solidarietà e il pieno sostegno agli operai attualmente in lotta. Che si ritiri tale ignobile ordinanza da ventennio fascista: non è possibile tollerare che un diritto così fondamentale quale quello di sciopero venga negato per motivazioni così banali e inutile. La nostra Repubblica è fondata sul Lavoro, non dimentichiamolo. Non tollereremo mai che la storia vada indietro nemmeno di un millimetro.