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La Meglio Gioventù

di Gennaro Chiappinelli, Segreteria Nazionale FGCI

Domenica 26 Maggio non si vota solo per il Parlamento Europeo. Lo sanno bene i cittadini impegnati nelle amministrative previste nella stessa data in tutta Italia (In Sicilia si è già votato).

Da una parte il voto per un’istituzione che si riconosce a fatica, dall’altra un momento importante per comunità grandi e piccole che quotidianamente si rapportano con l’istituzione comunale. Da una parte il patto di stabilità e i vincoli, dall’altra gli Enti che più di altri hanno subito l’austerità e le ristrettezze economiche.

L’attenzione mediatica è quasi interamente rivolta alle elezioni europee. Noi non possiamo non ringraziare tutti i compagni e le compagne impegnati in una sfida elettorale sicuramente sentita, che rappresenta un momento cruciale . In queste campagne locali vanno riconosciuti i meriti ai tanti giovani della FGCI impegnati , anche in prima persona, nelle elezioni comunali.

Rappresentano “la meglio gioventù”, perché si impegnano nell’attività politica nonostante le tante difficoltà, perché da loro riparte la speranza per una politica nuova. Perché evidenziano come, ancora una volta, la politica sia una cosa che deve interessare in primo luogo i giovani, perché “hanno l’interesse fondamentale a costruire il proprio futuro e innanzitutto a garantire che un futuro vi sia .“.

Nella politica locale si manifesta il rapporto più diretto con la comunità di appartenenza, un rapporto che si costruisce con l’attività personale più che con l’appartenenza a gruppi politici nazionalmente rilevanti, soprattutto nei piccoli centri. E in quest’ottica, i giovani che si mettono in gioco per migliorare le condizioni delle proprie comunità locali non può che essere un segnale positivo. Tanto più che questa spinta arriva proprio da quei centri di dimensioni medio/piccole in cui spesso la politica nazionale è assente, e invece dobbiamo registrare come FGCI delle esperienze di primo piano.

Sugli Enti locali, sulle istituzioni locali, lanciamo una campagna a lungo termine di riflessione, studio,e azioni per valutare le incidenze e le ricadute provocate dalle politiche dall’ Unione Europea, per ridare forza ai municipi. Più che di “regionalismo differenziato”, occorrerebbe tornare a parlare dei Comuni e delle realtà municipali, limitate a un’iniziativa economica che non può prescindere da bandi e progetti redatti altrove, che impediscono una reale pianificazione sui territori obbligando le varie amministrazioni ad adeguarsi alla possibilità di reperire fondi per lavori più o meno utili. Perché siamo convinti che sì, “Un Paese ci vuole”.

Il primo passo per condurre questa riflessione, è quello di ringraziare tutti i compagni impegnati oltre a citare direttamente almeno l’esperienza di Carpi, Comune che vede ormai da tempo una presenza e un impegno decisivo da parte della FGCI. Altrettanto importante il lavoro svolto per esempio a Pescara e in Abruzzo, ma anche in Toscana e Liguria. Per il lavoro svolto in prima persona, e per il supporto fondamentale a tutte le altre esperienze locali in tutta Italia, grazie a tutti i nostri militanti e iscritti.