Home Home MORTE BIANCA E MORTE DI STATO.

MORTE BIANCA E MORTE DI STATO.

di Amel Sehili, Segretaria FGCI Bologna



Non è certamente una novità. Ma fa male, fa sempre male ascoltare queste notizie.

Ci avviciniamo tragicamente alle 300 vittime sul lavoro dall’inizio dell’anno. Trecento lavoratori, trecento persone che dedicavano gran parte della loro giornata o nottata per rimpinguare le casse dei datori di lavoro. Trecento persone che hanno abbandonato, per colpa di un capitalismo sfrenato, incontrollabile e sempre più disumano, la famiglia, gli amici, la propria vita.

Persone che, in buona parte, sono state etichettate come “nuovi lavoratori”, “rider”, ma che null’altro erano che schiavi del nuovo millennio. E Mario era uno di loro.

L’incidente avvenuto nella notte del 9 giugno in via del Lavoro vede coinvolto il rider 51enne che stava portando a termine una consegna, e una volante della Polizia. Sebbene i soccorsi sembrano essere intervenuti tempestivamente, Mario Ferrara muore all’ospedale Maggiore di Bologna, in cui era stato ricoverato in condizioni critiche.

La Federazione Giovanile Comunista Italiana esprime dunque la propria solidarietà e vicinanza ai familiari di Mario, rider Glovo di 51 anni scomparso tragicamente poche ore fa.

Questa è l’ennesima morte bianca che porta alla luce la situazione di degrado e deprivazione dei diritti e della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici, i quali, in un mondo del lavoro sempre più feroce e brutale, si vedono costretti a sottostare a condizioni lavorative precarie e prive di tutele. Questa è l’ennesima vittoria del lavoro senza diritti, questa è l’ennesima vittoria dei padroni.

Continua il nostro compito di rivoluzionare la concezione del lavoro, dei diritti che ogni lavoratore, di qualunque categoria, deve poter rivendicare. Non si può continuare a morire di lavoro, non possono continuare le morti di Stato.

MA QUALE CASO, MA CHE FATALITÀ, MARIO È MORTO DI PRECARIETÀ!