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Universiadi (dello sfruttamento)

di FGCI Campania

Le Universiadi di Napoli 2019, seconda solo ai Giochi Olimpici per importanza e numero di partecipanti ed anzi ritenuta, nella sua versione estiva (Summer Universiade), equivalente se non superiore alle Olimpiadi invernali, hanno un’ombra cupa che le sovrasta: “il volontariato”. Si inseriscono perfettamente in questo solco: il bando di selezione per i volontari mostra ridicoli contributi spese di 25 euro e cibo con bevande offerti, con tempistiche però paragonabili ad orari di lavoro full time. A questa “retribuzione” si è arrivati dopo un iter lungo; inizialmente, si cercavano lavoratori a cui non veniva riconosciuto alcun tipo di rimborso da parte dell’ente di selezione il quale, ha dovuto correre ai ripari in quanto, mancavano migliaia di volontari per arrivare ai 5600 volontari che servivano per poter svolgere le varie mansioni all’interno dell’evento. Per i volontari è una situazione disastrosa, ma non è altrettanto disastrosa per la ditta aggiudicatrice dell’appalto di gestione selezione del personale, l’Amesci, la quale incasserà 588.000 €. Come altri eventi, ad esempio EXPO, si diffonde una retorica che pone l’accento sulla possibilità di fare un’esperienza formativa su base volontaria, ma essa, per gli sforzi e gli orari che comporta, è a tutti gli effetti una prestazione lavorativa.

Noi comunisti troviamo inaccettabile che si faccia passare per volontariato quello che a tutti gli effetti è sfruttamento di lavoro gratuito.

Il lavoro deve essere pagato!

L’intervento di Salvatore Ferraro, Responsabile Nazionale FGCI Scuola e Università