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Alle parole non seguono i fatti

di Dipartimento Scuola e Università FGCI

Aderire allo sciopero del 8 novembre ha per noi una grande importanza e un forte significato politico perché è scevro da ogni forma ritualistica, connotato che i vertici del MIUR vorrebbero far passare.

Perché alle parole non seguono i fatti: si parla di finanziamenti all’Istruzione ma ancora una volta siamo al di sotto sia della media europea di fondi destinati all’Istruzione, sia della media OCSE. Il nostro Paese, infatti, destina soltanto il 3,6% del suo PIL annuale in Istruzione, contro il 4,5 % del PIL dell’area europea e con una differenza rispetto ai paesi OCSE di ben 1,4 punti percentuali.

Le prove Invalsi, inoltre, non vengono per nulla intaccate dal nuovo Governo: gli alunni delle  quinte classi dal 2 al 31 Marzo 2020 dovranno infatti fare i conti con questo iniquo strumento di valutazione. L’istituto Invalsi serve soltanto per far scivolare la Scuola Pubblica sempre più verso logiche aziendaliste, portando ad una concorrenza tra scuole che non avviene soltanto tra macro-aree ma anche tra centro e periferia delle città, tra Nord e Sud del Paese.

I risultati delle prove Invalsi determineranno ancora una volta così la – supposta – esistenza di istituti di Serie B e di Serie A, quest’ultimi i quali saranno in tal maniera assegnatari di più fondi ancora, a discapito degli Istituti considerati dai test Invalsi meno virtuosi, ledendo difatti l’universalità dei saperi ed una sana ed equa programmazione in tutto il territorio italiano. Verranno così ad esserci scuole con laboratori attrezzati da una parte e scuole senza nemmeno banchi e sedie dall’altra.

L’Invalsi non solo si pone come “attento” valutatore delle performance degli studenti, ma delegittima anche gli insegnanti dal loro ruolo di valutatori e guide, surclassati questi da banali computer che correggeranno per loro conto i compiti degli studenti. Questa una delle ultime novità introdotte dall’Istituto, il quale secondo il rapporto Invalsi 2018 riscontrerebbe da parte di molti docenti l’attuazione del cosiddetto cheating (l’avvantaggiare i propri studenti tramite l’utilizzo di dati fasulli): fosse anche ciò vero, non ci si rende forse conto che pratiche sbagliate da parte del corpo docenti sono molto probabilmente dettate dalle conseguenze che a cascata potrebbero ricadere su un istituto tutto a seguito di una scarsa valutazione complessiva di questi test? Il MIUR così non fa altro che danneggiare ancora una volta gli interessi di studenti e insegnanti, al solo scopo di svendere o privatizzare sempre più il settore Istruzione.

Esigiamo infine maggiori e migliori servizi per poter raggiungere le nostre scuole: aumentare il servizio di trasporto pubblico urbano deve essere un obiettivo da portare avanti, sia per rendere le nostre città più vivibili e meno caotiche sia per dare nuovo slancio – nei fatti – alla lotta contro l’inquinamento.

I proclami dei vertici del MIUR e dei nostri Governi si ripetono invariati da anni, continuando a scaricare le proprie responsabilità di volta in volta su soggetti terzi.

Noi a tutto questo non ci stiamo. E daremo battaglia.

Alle parole devono seguire i fatti!

La Nuova Generazione