Home #NuovaGenerazione Il Covid-19 in Sardegna: una breve analisi della situazione

Il Covid-19 in Sardegna: una breve analisi della situazione

di Luca Putzu, Segretario FGCI Sardegna

Con l’evento preoccupante giunto nel nostro Paese, poi trasformatosi in emergenza, fin da subito la politica regionale ha iniziato ad interrogarsi sulle misure di prevenzione per l’eventuale tutela dei sardi.

Lo hanno fatto in maniera superficiale per un verso, , con scarsa cognizione di causa dall’altro, con approssimazione e a tratti con una buona dose di presunzione. Si è assistito ad uno spettacolo poco eclatante, sia da parte del Presidente della Regione Sarda, sia e in particolare da parte dell’Assessore alla Sanità, il quale in un primo momento si è affrettato goffamente a
rassicurare la popolazione, con affermazioni del tipo: “il Covid-19 non sbarcherà nella nostra isola”.

Ma poi la realtà lo ha smentito clamorosamente, manifestando in tutta la sua gravità lo stato totalmente inadeguato in cui versa la Sanità nostrana, con l’aggravante di una gestione a dir poco sconclusionata del comparto in tutte le sue sfaccettature, insufficienza dei posti letto, presidi ospedalieri inadeguati, mancanza di personale in tutte le professioni, scarsa strumentazione, scarsissimi, spesso inesistenti, mezzi e materiale
indispensabile per l’erogazione del servizio. Nel rilevare queste gravi carenze, noi comunisti non possiamo esimerci dal sottolineare, che tutto ciò fa il paio con gli errori dovuti ai tagli lineari effettuati dalle Giunte precedenti di centrodestra e di centrosinistra, questi ultimi per altro, pagando, anche per la loro pseudo riforma sanitaria, con la pesante sconfitta elettorale nelle ultime elezioni regionali.
Se tutto questo non bastasse, l’indecorosa posizione dell’Assessore si aggrava nelle sue esternazioni, a suo modo di vedere incoraggianti, quando afferma che, mentre si denuncia il gravissimo fattore di contagio che
coinvolge oltre la metà degli operatori sanitari, candidamente dichiara che “questo ci può stare”.
Noi a tutto ciò non ci stiamo, denunciamo con forza una situazione gravemente compromessa del servizio sanitario pubblico, che mette a rischio la salute e l’incolumità dei cittadini, oltre che degli stessi operatori
che ogni giorno mettono a rischio la loro salute e quella dei loro cari.
La politica non può permettersi di giocare sulla pelle dei lavoratori e mortificare la loro dignità, prima con le pacche sulle spalle e applaudendoli come “eroi”, poi non mettendoli in condizioni di sicurezza fornendo loro
tutti gli strumenti necessari a garanzia anche di coloro che devono assistere in trincea.

Auspichiamo che questa pesante esperienza emergenziale, possa far emergere inequivocabilmente che la Sanità Pubblica debba essere sempre al centro dell’interesse collettivo, quale diritto inalienabile del cittadino, a cui la politica non può sottrarsi.