Home #NuovaGenerazione IL SISTEMA INFORMAZIONE: “ANTIFASCISTA” E “DEMOCRATICO” AD OROLOGERIA

IL SISTEMA INFORMAZIONE: “ANTIFASCISTA” E “DEMOCRATICO” AD OROLOGERIA

di Dennis Vincent Klapwijk, Responsabile Nazionale Lavoro FGCI

In molti stanno esultando per la “messa alla gogna” di Salvini da parte di Formigli nella puntata di “Piazzapulita” su La7 del 26 Marzo.

Un video nel quale Salvini chiede di riaprire tutto, a emergenza Covid-19 regionale iniziata e dichiarata a febbraio, che venne eseguito senza ombra di dubbio colpevolmente, è al centro della polemica che non lascia libertà di fuga, al punto che lo stesso “Mr. Felpa” deve ammettere l’errore commesso.

Una simile messa alla gogna del politico rampante, ultranazionalista nella sua retorica rivolta allo stomaco degli elettori e nelle sue azioni verso i poveri disgraziati che fuggono dalle zone disagiate del mondo (come molti italiani son fuggiti dalle zone rosse, tutto il mondo è paese…) ha reso felice tanta gente. Anche noi comunisti siamo contenti di vedere che ogni tanto un giornalista inchioda un politico alle sue responsabilità. La domanda è: perché succede proprio adesso ?

Non giriamoci attorno: la fortuna di Salvini non è stata solo ‘La Bestia”, il micidiale apparato di propaganda leghista degli ultimi anni: i giornalisti ci hanno messo del loro. Le polemiche infatti fanno notizia, creano sensazione.

Questa valutazione l’abbiamo proposta spesso anche con i fenomeni politici del neofascismo, i quali nemmeno su una Bestia possono contare, ma hanno sempre avuto una grandissima visibilità anche quando, paradossalmente, sono meno visibili sui media formazioni che prendono percentualmente molti più voti di loro.
Venne osservata però, tipo nel caso di CasaPound, una forte flessione delle attenzioni ad essa rivolte dopo la famosa aggressione nella palestra degli Spada, famiglia ritenuta di stampo mafioso ad Ostia dagli inquirenti, ad un giornalista Rai. Quella famiglia, lasciano intendere parecchi articoli, sarebbe anche vicina alla formazione politica tartarugata. Alla trasmissione “In mezz’ora” di Lucia Annunziata venne chiamato Simone di Stefano per discutere riguardo tutta questa faccenda, al quale però praticamente non fu permessa alcuna replica: “voi siete bravissimi a dire tutto il contrario di quello che pensate” fu il discorso della Giornalista.

“Evvai, finalmente si toglie ai fascisti il permesso di parlare!”. Sì, ma in una trasmissione Rai dopo che un giornalista Rai ha avuto il naso fracassato da gente ritenuta vicina a questa formazione politica?

Torniamo a Salvini: qualche giorno fa, tra 24 e 25 marzo, una delle pagine social che fanno riferimento a lui in maniera diretta proclamano una grande scoperta: un servizio di Tg Leonardo del 2015, nel quale si vedono scienziati cinesi lavorare ad un “coronavirus” in maniera artificiale, medici e militari assieme. Il Coronavirus di oggi, implicitamente si lascia pensare, lo hanno creato i Cinesi! Grande è lo sdegno, la Lega annuncia un’interrogazione, la popolazione si spaventa, virale diventa tale servizio, trasmesso pure da altre emittenti in chiavi sibilline. Nella serata il governo smentisce tutto, la comunità scientifica pure, la Rai anche, dichiarando che quel servizio è vecchio e si riferisce a tutt’altro genere di Virus.
Tutti quelli mobilitati qui sopra per smentire (Governo, scienziati, Televisioni) si irritano non poco con Salvini, che in una situazione non proprio rosea come quella che stiamo vivendo, alimenta caos e confusione. Ed ecco la magia: il 26 Salvini, durante un dialogo in diretta, viene messo all’indice per il suo comportamento durante le prime fasi della emergenza.

Purtroppo è difficile pensare ad un caso. Quante volte Salvini (come altri) ha “peccato di leggerezza” senza che nessuno del sistema informazione lo inchiodasse alle sue responsabilità ? Di discorsi degni di condanna ne ha fatti assai tanti, di azioni pure.

I giornalisti hanno il potere (come sempre lo hanno avuto) di puntare il dito contro chiunque. Sarebbe il caso lo usassero sempre, non solo quando un soggetto facile a creare danno “esce dal seminato”; anche perché quando esce dal seminato gran parte del danno è oramai irreparabile