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Il suo è culo, la mia è classe

di Pietro Agnelli, Coordinamento Nazionale FGCI

Citazioni fantozziane permettendo, perché parlare di lotta di classe nel 2019?

I padroni ci sono e li vediamo ogni giorno sui nostri luoghi di lavoro. I padroni possiedono i mezzi di produzione, formano gruppi di potere, decidono della nostra vita in un tempo dove il potere popolare subisce un crescente arretramento in tutti i campi: politico, economico, culturale ecc.

Warren Buffet, non un pericolo bolscevico ma uno degli uomini più ricchi del mondo, una volta scrisse:

“La lotta di classe esiste e la mia classe l’ha vinta”

La lotta di classe esiste malgrado tutte le bugie, le false speranze e le ingenuità dell’idea di un mondo senza classi e senza catene, unificato però dal mercato nel segno del capitalismo. Le classi ci sono, le catene pure, sebbene qualcuno faccia finta che non sia così. Parafrasando Giorgio gaber:

C’è qualcuno che pensa di affrontare qualsiasi male, con la forza innovatrice di uno Stato liberale. Che il mercato risolva da solo
tutte le miserie e che le multinazionali siano necessarie.

Per questo parliamo di lotta di classe nel 2019. Facciamo parte delle lavoratrici e dei lavoratori, occupati e disoccupati, che non dispongono dei mezzi di produzione. Chi lavora e non guadagna.

Non fraintendeteci però, si può far parte della FGCI anche se non si proviene dalla classe sociale che essa rappresenta. Bisogna osservare una regola basilare: rispettare la volontà democratica di tale classe altrimenti, ci si comporta come i padroni.

E noi, non vogliamo più padroni.

La Nuova Generazione