Home #NuovaGenerazione LEONARD PELTIER: INGIUSTIZIA A STELLE E STRISCE

LEONARD PELTIER: INGIUSTIZIA A STELLE E STRISCE

di Dennis Vincent Klapwijk, Segreteria Nazionale FGCI

Gli USA propongono da sempre un’immagine del proprio sistema politico come avanzato, libero, civile, progressista, equo e aperto.
Ecco, in parecchi pensano (compresi molti statunitensi di un certo peso come il regista Michael Moore o l’ex agente NSA Edward Snowden) che quest’immagine non corrisponda esattamente alla realtà.

In Italia stanno sorgendo molti dubbi sulla gestione del sistema “Giustizia” negli Stati Uniti con la diffusione di massa del caso Chico Forti (sul quale anche la FGCI ha preso una posizione), Italiano incarcerato in America con una condanna all’ergastolo da molti reputata ingiusta in quanto basata su prove che definire traballanti è puro eufemismo.

Purtroppo pare che questo modus operandi nel campo della legge penale americana non sia eccezione, bensì regola. Leonard Peltier è un esempio, semisconosciuto in Italia, abbastanza evidente. Attivista per i diritti dei nativi Americani (quelli veri, non gli Statunitensi) venne accusato dell’omicidio di due agenti FBI e condannato a due ergastoli nel 1977.
Il processo si tenne a Fargo, città nota per i sentimenti anti indiani della popolazione bianca residente, e la giuria era formata da soli bianchi. La limpidezza delle testimonianze a favore della colpevolezza di Peltier fu messa in dubbio molte volte, compresa l’affidabilità dei federali che seguirono indagine e processo, anche se un processo d’appello è sempre stato negato.

Il suo caso è noto negli Stati Uniti al punto che persino i Rage Against The Machine gli hanno dedicato una canzone (“Freedom”, album “Rage Against The Machine”) e dimostra come nel paese baluardo del “Mondo Libero” essere bianchi sia già un passo in più per essere più liberi degli altri, alla faccia della nazione auto-nominatasi baluardo della “libertà” nel globo.
La FGCI esprime per Leonard solidarietà militante e si impegnerà, fino al giorno della sua liberazione, a ricordare il suo caso di ultrà quarantennale ingiustizia. Un piccolo passo vuole essere questo articolo: non riportiamo, come invece sarebbe nostro solito, alcuna fonte.

La scelta è deliberata: vogliamo sperare che qualunque lettore si incuriosisca e ricerchi qualcosa almeno in rete su questa vicenda. Un piccolo gesto che vale molto: l’interesse per una vita rinchiusa in prigione da più di quarant’anni, senza una vera giustizia.

Sempre con te, Leonard Peltier

La Nuova Generazione