Home #NuovaGenerazione Lotto a Marzo, tutti i giorni, per tutto l’anno.

Lotto a Marzo, tutti i giorni, per tutto l’anno.

di Salvatore Ferraro, Segreteria Nazionale FGCI
e Pina Vallefuoco, FGCI Napoli

Bisogna contribuire anche quest’anno affinché la giornata internazionale dei diritti della donna, si svesta da ogni connotazione consumista, come le celebrazioni di feste o acquisti spasmodici di ogni sorta di bene, e assuma carattere politico e quindi di scontro ideologico.

Quest’anno l’8 Marzo cade in un clima di forte apatia e allarmismo nel nostro Paese; mentre in tutto il mondo donne e uomini si mobiliteranno per i diritti delle donne, in Italia non sarà possibile nessuna manifestazione perché la Commissione di Garanzia ha vietato lo sciopero delle donne indetto dai sindacati di base per la giornata del 9 Marzo a causa dell’Emergenza Coronavirus. Un’emergenza che ha fatto bloccare diversissime manifestazioni pubbliche tra la fine di Febbraio e gli inizi di Marzo, specialmente nelle regioni in cui questa emergenza è più viva: in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte.

Secondo le ultime disposizioni del Governo ci sarà il blocco dell’attività didattica, in tutta Italia, fino al 15 di Marzo, problema non da poco per le madri/lavoratrici. Dinanzi questo clima la produzione è l’unica che deve andare avanti, la sfera lavorativa funzionale al mercato non deve essere intaccata. Tutto regolare secondo le logiche ordoliberiste che ci accompagnano da più di un ventennio. In nome della produzione tutto è concesso difatti, si continua ad arretrare sul campo dei diritti civili e sociali, svestendo i lavoratori di ogni sorta di tutela.

A queste va aggiunto anche un arretramento culturale della condizione di numerosissime donne alle quali, delibere regionali e comunali minano il diritto all’aborto, il DDL Pillon ne è un altro esempio ed infine ad esse, non vengono riconosciuti gli stessi diritti degli uomini sui luoghi di lavoro sia dal punto di vista retributivo che da un punto di vista occupazionale. La condizione esistenziale della donna in questi anni vacilla sempre più, partendo dal lessico che possiamo ascoltare nei talk show, per radio ed in ogni sfera della società, a riguardo potremmo fare tanti esempi se prendessimo in considerazione il lessico utilizzato da “illustri” dirigenti della FIGC, di telecronisti e di opinionisti sportivi durante gli ultimi Mondiali Femminili di Calcio svoltisi in Francia; oppure basti pensare a quel che si scrive sui social ad ogni episodio di stupro.

Ultima su tutte su questo versante sono le provocazioni del direttore generale della X-Site Energy Services (un’azienda petrolifera) che ha distribuito nella sua azienda adesivi da apporre sugli elmetti dei lavoratori in cui si incitava allo stupro di Greta Thumberg. Egli ha rivendicato tutto durante un’intervista all’Huffington post Canada e con i tempi scelti ci sembra una vera e propria provocazione in vista della giornata internazionale dei diritti della donna oltre ad essere un atto estremamente misogino e meschino.

Bisogna fare inchiesta nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, ove le donne, sotto ricatto subiscono molestie di ogni tipo ed il più delle volte queste condizioni sono sottaciute. Non sempre si riesce ad uscire fuori, come hanno denunciato delle operaie metalmeccaniche di Macerata o come denunciò la studentessa di Monza molestata durante l’Alternanza scuola lavoro. Il motivo è semplice, perché da un lato ci si sente isolate e dall’altro c’è la preoccupazione della perdita del lavoro.

La battaglia delle donne non può essere condotta solo da loro, ma donne e uomini devono marciare di pari passo. Le battaglie che le donne conducono sono battaglie che possono permettere a tutti di spezzare le proprie catene e di cambiare la propria condizione esistenziale.

Vediamo come le battaglie femministe possono far fare salti in avanti. Prendiamo in considerazione le Madri e le Nonne di Plaza de Mayo che chiedono verità e giustizia per i genocidi perpetrati più di 40 anni fa in Argentina. In Italia la compagna Nicoletta Dosio alla testa dei No Tav sta conducendo anche una battaglia a nome di tutti i comitati territoriali che si oppongono al deturpamento dei propri territori.

Bisogna anche smarcarsi da altri modelli femministi che sulla falsa scia della conquista dei diritti civili sono funzionali al capitale ed all’Imperialismo Occidentale, vedi le Pussy Riot. Ci sono femminismi e femminismi!

Il femminismo, esteso come – transfemminismo – non è solo un’ideologia, legata ad una fase storica particolare, ma un cambiamento nella consapevolezza che si ha di sé e del mondo, un modo diverso di pensare e di agire nella vita privata e pubblica, un processo di liberazione da pregiudizi, schemi mentali, costruzioni immaginarie che abbiamo inconsapevolmente ereditato dalla cultura dominante, la quale vede la donna come madre dedita agi interessi della famiglia, che svolge un ruolo funzionale al benessere di altri, annullando in tal senso anche la riflessione e la presa di coscienza sul corpo, sulla sessualità, sulla violenza che si annida nei rapporti più intimi. La stessa lotta per la liberazione delle donne fa quindi parte della lotta di classe, per porre fine all’oppressione e raggiungere una vera parità tra uomo e donna è necessario il rovesciamento dell’assetto esistente in ogni sfera: economica, sociale, familiare e domestica.

Dobbiamo prendere il meglio delle lotte odierne, solo così potremmo dare linfa a questo movimento. Fare inchiesta tra le operaie, le studentesse è un lavoro che spetta a tutti, solo stando tra loro possiamo legarci alle loro battaglie.

Anche se lo sciopero è stato revocato, chiamiamo tutti e tutte alle mobilitazioni, alle assemblee e picchetti che si terranno in tutte le città tra l’8 e il 9 Marzo.

Per dirla con Camila Ravera “La donna libera dall’uomo, tutti e due liberi dal capitale”.