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Sepúlveda, Storia di un Comunista che insegnò al mondo la Poesia

di Gennaro Chiappinelli, Segreteria Nazionale FGCI

Oggi 16 Aprile 2020 si spegne a Oviedo Luis Sepúlveda.  Una vita dedicata alla scrittura e alla lotta. Era lì Luis, mentre si consumava il colpo di stato ordito da Pinochet contro il Presidente Allende. Era in carcere, torturato, perché colpevole delle sue idee.  Era lì a lottare per la difesa dell’ambiente. Era lì e ci rimane tuttora, perché le lotte, le sofferenze ,le gioie, la vita sono e resteranno incastonate tra le linee di inchiostro che gli sono valse tanta fama.

Esponente di quella corrente letteraria definita come “realismo magico”, la sua opera è un omaggio all’America Latina, e va a innestarsi in quel movimento culturale che vede in Gabriel García Márquez uno dei maggiori promotori.

Una vita e un’opera rivolta agli ultimi, agli ignorati, ai dimenticati dalla società.

Ho conosciuto Sepúlveda, come credo tanti della mia generazione, per il cortometraggio “La gabbianella e il gatto”, tratto dal romanzo “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.  Poi negli anni ho imparato ad apprezzarlo per le sue altre opere, ma l’immagine che ho di Sepúlveda come scrittore resterà sempre ancorata a quel’elemento quasi favolistico, già deducibile da alcuni titoli, aldilà della sua esperienza di lotta politica continua condotta in prima persona e tramite la letteratura.

Non so quanto della mia coscienza politica sia dovuta a quel romanzo, che chiaramente contiene elementi profondi seppur espressi in uno stile semplice ma mai banale, però rappresenta sicuramente un tassello importante nella mia crescita emotiva e politica. Questo perché sono convinto che i film che guardiamo, i libri che leggiamo, la musica che ascoltiamo contribuiscano alla formazione della nostra personalità più di quanto saremmo disposti ad ammettere.

Proprio per questo è importante ricordare l’impegno politico profondo che ha accompagnato  Sepúlveda per tutta la sua vita. La sua critica al sistema capitalista in cui siamo immersi è tanto più forte oggi, 16 Aprile 2020, mentre nel mondo imperversa una pandemia devastante.

C’è sicuramente della poesia in tutte le altre vite che si sono spente, si stanno spegnendo e si spegneranno in questi giorni tragici in Italia e nel mondo. C’è della poesia e Sepúlveda può insegnarci a coglierla, ricordandoci però che la gestione di questa emergenza palesa ancora di più i limiti e l’insostenibilità di questo sistema economico e sociale iper-individualista che sacrifica vite per tutelare il profitto, che non si fa scrupoli a distruggere l’ambiente (peraltro, degli studi stanno dimostrando un legame tra le criticità ambientali e la diffusione di questo virus). Questa è la storia di Luis Sepúlveda, la storia di un combattente che insegnò al mondo la Poesia.