Home #NuovaGenerazione SU ABOUBAKAR SOUMAHORO ED IL FUTURO DELLE LOTTE DEI LAVORATORI MIGRANTI

SU ABOUBAKAR SOUMAHORO ED IL FUTURO DELLE LOTTE DEI LAVORATORI MIGRANTI

di Dennis Vincent Klapwijk, Responsabile Nazionale Lavoro FGCI

Nel 2016 la FGCI ebbe l’onore di invitare alla sua Costituente Aboubakar, già all’epoca noto militante sindacale tra gli attivisti comunisti.

Negli ultimi anni la sua notorietà è aumentata, dai fatti di sangue in Calabria con vittime migranti alle ultime lotte dei braccianti. È di oggi la notizia che “Abou” abbandona il sindacato USB, e il suo ruolo di primo piano all’interno. Di pochi giorni fa invece la notizia dell’incontro con Lamorgese.

Che dire? È da anni che la sinistra radicale e comunista vede, in tutti gli ambiti politici e sindacali, i suoi elementi più noti (non per forza migliori) uscire dalle proprie formazioni ed andarsene verso lidi solitamente riassumibili in “più moderati”.

Uno dei tasselli che rendono l’immagine delle forze di classe in questo paese deboli e non credibili per la maggior parte della gente, che è oramai fiera sostenitrice dei concetti falsati di “voto utile” e “pragmatismo” che in realtà nascondono una logica trasformista perenne, nella quale il più furbo diventa il più valoroso e avanti in questa direzione.

Aboubakar è un simbolo dei lavoratori più vicini al livello di schiavitù reale, un suo “ammorbidimento” chiaramente non è un segnale indifferente. È un salto ulteriore che vede l’uncino del “moderatismo” entrare anche nelle dinamiche di lotta e conflitto dei lavoratori più vulnerabili, ovvero le masse migranti. Sì, esistono già persone che hanno una storia simile a quella di “Abou” e che non hanno mai sostenuto azioni di lotta radicale per i diritti. Ma il peso di un “pasionario che abbandona” non può essere paragonato a queste storie, soprattutto se il “pasionario” in questione è oramai un simbolo vivente.

Aboubakar sottolinea che la sua scelta è lineare con la sua condotta in difesa degli ultimi e che sempre questa sarà la sua rotta nel mare della militanza e dell’attivismo. Una storia nobile come la sua fa ben sperare.
Ma purtroppo, per noi che restiamo sempre sulla stessa barricata, resta una consapevolezza: quando un compagno cede all’individualismo ed entra in strutture meno salde, purtroppo nella maggior parte dei casi, la storia gloriosa resta gloriosa, ma diventa appunto storia. Passata.

Tanti auguri compagno Aboubakar. Con tutto il cuore desideriamo essere smentiti dal futuro, che ti veda protagonista di lotta per i diritti come lo sei sempre stato.